SEMIFONTE

Semifonte era stata una fiera avversaria della città gigliata tanto che il perimetro della sua cerchia muraria era di poco inferiore a quella della Firenze contemporanea. Fondata per volontà della famiglia degli Alberti nel1181- 1182 in un brevissimo lasso di tempo, grazie alla vicinanza alle due varianti nord e sud della strada volterrana (importanti arterie di comunicazione tra Volterra e Firenze) nonché alla importantissima Francigena, era divenuta assai prospera e potente.

Si narra che i cavalieri di Semifonte andassero fin sotto le mura di Firenze a gridare in segno di scherno:

« Va Firenze, fatti in là

Semifonte divien città »

Seguì una inevitabile guerra dal 1198 al 1202, anno della definita sconfitta e distruzione della città di Semifonte: un lungo, epico assedio, narrato da Messer Pace di Certaldo nella sua Storia della guerra di Semifonte, al quale parteciparono oltre ai fiorentini anche milizie delle città di Poggibonsi, Volterra, Siena e Prato. Semifonte aveva invece visto i suoi alleati, San Gimignano e Colle di Val d'Elsa, dileguarsi, abbandonandola al suo destino. Seguì la già citata completa distruzione della città, nonché il divieto assoluto di costruire. Unica eccezione: la Cappella di San Michele.

La cupola realizzata tra il 1594 e il 1597, fu voluta da Giovan Battista Capponi su progetto di Santi di Tito, nel luogo dove venne distrutta la città e il Castello di Semifonte per opera dell'esercito di Firenze nel 1202, e costruita in base ad una deroga concessa da Ferdinando I dei Medici ad una legge che vietava qualsiasi costruzione sulla collina di Semifonte.

La Cupola di San Michele Arcangelo a base ottagonale riproduce in scala 1:8 quella più famosa della Cattedrale di Firenze, Santa Maria del Fiore.
Anche il sistema di costruzione a doppia calotta è uguale alla cupola di Firenze, cambiando solo nelle finestre quadrate.